lunedì 2 settembre 2013

Ultime... 13 ore

Eccomi qui, a poco più di tredici ore dalla partenza.
Domani alle 13.30 un aereo della British Airways in partenza da Linate mi porterà dritta a Heathrow, dove un amico di famiglia verrà a prendermi, mi darà un passaggio fino ad una stazione ferroviaria e da lì arriverò ad Havant, finalmente, dalla mia deliziona host family.

Questa è stata la settimana delle ultime volte: l'ultimo bagno in piscina alle due del mattino, l'ultima notte in bianco a parlare con la mia migliore amica, l'ultima volta al cinema, l'ultima sbornia, l'ultimo bacio all'ultima persona che avrei voluto rivedere prima di ripartire, ultimi saluti, ultimi abbracci, ultime cene fuori, ultimi brindisi in mio "onore".
E lo so che non sono veramente ultime volte, perché a Giugno sarò di nuovo qui, ma per ora lo sono.

Se ho pianto in questi gioni? Sì. Una volta, quando meno me l'aspettavo: quel giorno avevo salutato nel pomeriggio diversi miei amici, e a cena ero andata dai figli della mia vicina di casa, che ormai sono un po' come la mia seconda famiglia. Ma non mi sono resa conto di considerarli tali sino a quando uno di loro non mi ha abbracciato sotto casa e mi ha detto che mi vuole bene. E lì, giù con le lacrime. Perché le persone più importanti della tua vita non le scopri fino a quando non le perdi o, in questo caso, non vi ci si allontana.

Oggi ho fatto gli esami di riparazione di latino e matematica. Vi dedicherò solo due parole: mi hanno promossa a calci nel sedere. Non tanto per latino, che sapevo, ma matematica. Ho un problema con quella materia letteralmente dalla seconda elementare, era ovvio che non riuscissi a recuperare. Ma sono promossa, e questo è ciò che mi importa davvero.

Helena è stata un amore in questi giorni, sul serio. Mi ha scritto dicendomi "ancora un paio di giorni! xx", per avvertirmi dell'arrivo di Martin (il mio host brother) il 30, ieri per dirmi che mancava solo un altro giorno, per augurarmi buona fortuna con gli esami, oggi per accertarsi che fossero andati bene e per dirmi di chiamarla domani quando sarò sul treno.
Un amore di donna, davvero. Non vedo l'ora di conoscerla di persona, domani.

Non mi rendo ancora veramente conto di stare per partire, nonostante la mia stanza sia sommersa dalle valigie, nonostante gli addii e le telefonate che mi augurano buon viaggio. Non me ne rendo conto.
Ma sono felicissima. Di una felicità tranquilla, serena. Fino ad oggi ero in ansia solo per gli esami. Ora? Ora potrei insegnare yoga per quanto sono rilassata.
Anche se domani saluterò mio papà, mia mamma (vedrò i miei genitori interagire di persona tra loro per la prima volta dopo quattro anni, oooh! Evviva le famiglie disfunzionali!) e la mia migliore amica, Ilaria, per la cui esistenza ringrazio il cielo ogni sera, per poi riabbracciarli di nuovo tra diversi mesi.

Sono pronta per questa esperienza. Sono pronta per vivere in modo diverso, per parlare in una lingua diversa, per fare degli errori (e ne farò parecchi), per crescere, per imparare a cavarmela.

E se anche la mia host family dovesse rivelarsi un disastro alla fine, il posto uno schifo, la scuola orrenda, non tornerei indietro per nulla al mondo.

Bye bye Italy, ci vediamo a fine Giugno 2014. La prossima volta che scriverò da qui, sarò in Inghilterra.

xx

Mags

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